Cipresso

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Il Cipresso incastonato sul ponte di Cerbaia di epoca Romana sopravvissuto fino ad oggi che permette l’attraversamento del fiume Bisenzio. Si trova ai piedi della Rocca di Cerbaia, in località Carmignanello, lungo la strada statale 325 della val di Bisenzio nel comune di Cantagallo, in provincia di Prato.

 

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Cosenza…Ponte San Francesco

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Veduta del Ponte di San Francesco da Paola a Cosenza, progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava.

Il ponte con i suoi 104 metri di altezza rappresenta il secondo ponte strallato più alto d’Europa. L’opera di acciaio e cemento ha una lunghezza complessiva di 103 metri, 24 metri di larghezza ed è sostenuta da un grande pilone dal peso di 800 tonnellate, un’antenna inclinata di 52 gradi che si eleva oltre i 100 metri dalla quale divergono gli stralli, in modo da conferire al ponte una forma associata dal progettista ad un’arpa gigante. Il nuovo ponte che collega due sponde del fiume Crati e attraversa due binari ferroviari.  La struttura ha quattro corsie veicolari (due per senso di marcia) e la parte centrale della carreggiata adibita esclusivamente all’attraversamento pedonale con vista suggestiva sul panorama del centro storico di Cosenza.

DIAMANTE

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vIA DEL CENTRO DI dIAMANTE

Perchè si chiama Diamante ? Secondo alcuni è legato agli “Amantes”, popolo di origine greca che si stabilì per molto tempo proprio lungo questo tratto di costa; per altri il nome Diamante è legato al vecchio nome del Torrente Corvino, un tempo conosciuto come “Fiume di Diamante” a causa delle scaglie di mica che i Romani avevano scambiato per diamanti.

Nel 1981, su iniziativa del pittore Nani Razetti, dell’amministrazione comunale dell’epoca, 85 artisti provenienti da varie parti del mondo furono chiamati a dipingere i muri dei vicoli del borgo marinaro di Diamante. Matilde Serao e Gabriele D’Annunzio sono tra i letterati che hanno rivolto la loro attenzione a quella che hanno definito la perla del Tirreno! 

 

Isola di Cirella
Ruderi sull’Isola di Cirella

Cirella è l’unica frazione del borgo marinaro di Diamante, in Calabria. Il promotorio che propende verso il mare, naturalmente difeso, ospita sulla sua sommità i resti dell’antica “Cerillae”. È un antico borgo medievale, con struttura arroccata tipica dei centri bizantino-normanni dell’alto Tirreno. L’Isola è raggiungibile a nuoto, non ci sono attracchi. Per vostra curiosità: nel 2020 era in vendita per poco più di 500.000 mila euro con il permesso di costruire una casa.

Il Peperoncino Calabrese

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Oggi: sabato fa venire la voglia di andare al ristorante e ordinare qualcosa di sfizioso. Molti amano le pietanze piccanti quindi il peperoncino è di casa, quindi andiamolo a scoprire

La scala di Scoville prende il nome da Wilbur Scoville, il suo ideatore, che sviluppò il SOT (Scoville Organoleptic Test) nel 1912[

La scala di Scoville (o più brevemente scala Scoville) è una scala di misura della  piccantezza  dei peperoncini.

Questa scala parte dalla piccantezza zero e arriva fino al massimo di 16.000.000.000 !  La piccantezza media che si adopera è  1.067.286 – 2.000.231.

Lo spray al peperoncino in uso nella Polizia è  2.500.000 – 5.300.000

Peperoncino Medusa

LE QUALITA’ DEL PEPERONCINO

Adatto per il controllo del peso.  Riduce il colesterolo cattivo nel sangue.  Contiene vitamina C che rafforza il sistema immunitario.  Ottimo alleato per assimilare il ferro.  Prezioso per la vista.  È ricco di sali minerali. Facilita la digestione.  È un antidolorifico naturale.

Scalea

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Scalinata del centro storico

Scalea è uno dei paesi più importanti e più antichi dell’alto tirreno cosentino. Nelle grotte di Torre Talao  sono stati rinvenuti, nel corso di scavi archeologici, manufatti di pietre ed ossa dell’epoca paleolitica.

«Questa città tiene 4 porte, una è detta porta di mare, la seconda è detta porta del ponte, da un antico ponte, in cui vi si vede un pezzo di artiglieria; la terza porta di Cimalonga, in cui vi è una torre che serve oggi da carcere e la quarta porta del forte. Nella sommità si vede il suo antico castello quasi diruto coi suoi baluardi e fossi e vi è un pezzo di artiglieria che i vecchi del paese si ricordano di esservene stati molti. Pochi passi lungi dalla porta di mare, verso settentrione, alla sommità di una deliziosa collina, si vede un’antichissima torre detta di Giuda, che dovea servire di specola al suddetto castello.»

(Lorenzo Giustiniani, Dizionario Geografico del Regno di Napoli

 

Torre Talao

Ora vediamo la singolare grotta detta “du trasi e jesci” (letteralmente “entra ed esci”, poiché dotata appunto di due accessi), è accessibile via mare e all’estremità opposta sfocia su una delle calette più pittoresche della Riviera dei Cedri, la cosiddetta spiaggetta di “u jiditale”, che ricorda nella forma i vecchi “ditali” usati per il cucito. Poche bracciate e si raggiunge la famosa grotta della Pecora , per via della caratteristica stalattite a forma appunto di pecora che ne adorna l’ingresso, i cui fondali sono semplicemente mozzafiato grazie ai raggi del sole che filtrando attraverso aperture a filo d’acqua offrono incredibili sfumature di blu. E poi le tranquille spiaggette della Baia del Carpino; la selvaggia spiaggia delle Tamerici, letteralmente immersa nel verde; e la romantica grotta del “Bacio”, detta così perché…dai, questa è facile! 

 

Praia a Mare

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L’etimologia del nome è incerta: la località ha assunto nel tempo varie denominazioni. Deriverebbe da Plaga Sclavorum, cioè Spiaggia degli Schiavoni, in ricordo dei traffici di merci e di uomini che caratterizzavano nell’antichità la costa Tirrenica.

Per anni Praia a Mare è stato uno dei più importanti distretti tessili della Calabria.

La rocca di Praia

La rocca di Fiuzzi